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54 | la vite, l’acquavite e la vita dell'operaio |
valorosi avanzi della fatica! Una salva di applausi gli accoglie: il sindaco ne dice i nomi od i meriti, e a nome della città gli dichiara degni di premio. I loro nomi poi vengono banditi solennemente dai veroni del palagio; e il popolo esulta festosamente, perchè in que’ vecchi vede premiato sè stesso. Essi discendono in piazza, e accompagnati dal sindaco e dal fiore de’ cittadini, in mezzo alla folla plaudente, vengono condotti all’asilo.
Entrate fidenti, o buoni vecchi. Voi che lavoraste nel corso lunghissimo degli anni vostri, venite a riposarvi. Voi che non beveste mai acquavite, venite, sedetevi a questa mensa, dove l’umore della vite scende a confortare lo stomaco e a giocondare la mente. Voi che non bestemmiaste mai o rinnegaste la provvidenza, nè offendeste mai le leggi umane e divine, godetevi in pace la vostra vecchiaia, benedetta dagli uomini e dal cielo.
Addio.
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