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dosi sulla poltrona che era stata la sua, abbracciando il guanciale che serbava quasi intatta l’orma della di lui fronte, terminò il proprio pensiero singhiozzando:

— E tu pure, in me!

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Il mobiluccio della nonna, il piccolo stipo dalle tinte chiare di lacca e dai molteplici cassetti, appettava l’opera di Anna, l’opera amorosa e paziente di vuotarlo, perchè il tempo ne aveva intaccata la solidità e conveniva mettervi riparo. Già il cassetto principale, tutto pieno di modelli di ricamo e di disegni, con qualche fiore dimenticato, con qualcuno di quei misteriosi pezzetti di nastro di stoffa che danno tanto fascino e tanta eleganza ai ripostigli femminili caduti in abbandono, quel cassetto era mezzo sfatto; ma molti altri attendevano ed Anna vi gettò uno sguardo non ancora deciso. La dolcezza sognante del pomeriggio festivo la riprese. Ella