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intervengono cause straordinarie di perturbazione, troverete che tale proporzione, per un certo periodo, varia meno di quella delle nascite e delle morti, e meno altresì, in qualche caso, della temperatura media dell’anno, o della quantità media della pioggia nel periodo corrispondente.

Ricercate i vari elementi connessi col fatto generale, ad esempio, l’età media a cui i matrimoni si contraggono per l’uno o per l’altro sesso, oppure lo stato civile anteriore dei coniugi; e (salvo non grandi oscillazioni) avrete dappertutto l’eguale costanza, l'eguale uniformità.

Passate da periodo a periodo; e il dato potrà mutare, ma manterrà pur sempre, anche nel suo movimento, una certa regolarità.

Studiate la criminalità in tutti i suoi molteplici aspetti, per grandi gruppi; e, con vostro stupore, sarete forse tratti a ripetere la frase famosa di Quetelet (il primo che abbia richiamato l'attenzione su questi risultati e sulla loro interpretazione), che esiste un bilancio del delitto, il quale si paga d’anno in anno con una puntualità anche maggiore di quello dell'imposta.

Oppure, seguite le analisi statistiche di Adolfo Wagner sullo stesso soggetto della criminalità, e più specialmente su quello del suicidio; e tremerete forse al modo con cui l’autore vi formola la sua conclusione: cioè, che una legge, la quale intimasse anticipatamente d’anno in anno quale abbia ad essere il numero delle azioni libere di ogni specie, anche delittuose, che devono compiersi, sarebbe fra tutte le leggi positive una delle meglio osservate, per sola forza spontanea, ineluttabile delle cose.

Tal è il risultato generale dei fatti; le conseguenze, che altri ha creduto poterne dedurre, sono di un ordine anche più grave.

È sembrato che davanti alla regolarità, per così dire, fatale del risultato, ogni libertà individuale riman-