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di queste orgie, come voi le chiamate. Aver cura della mia salute? ma questo è buono per le grandi dame che hanno un nome, una famiglia, degli amici, ma non per me, per me che non ho nessuno, che quando la mia gioventù sarà trapassata, e che il regno degli amori non mi lascerà che una dolorosa rimembranza nel cuore, sarò avvilita, abbandonata come tante altre, ed il mio nome sarà ben presto dimenticato. Io posso dirvelo, o signore, perchè ho avuta la sfortuna di provarlo: non erano due mesi che era ammalata, e non un solo de’ miei amici saliva da me per vedermi, per consolarmi!

Armando. È vero che io non sono nulla per voi, o Margherita, ma se voi me lo permetteste, io vi presterei un’assistenza da fratello, non vi lascerei un solo istante, vi renderei la salute; ed allorquando aveste riacquistate le forze perdute, se lo credeste necessario alla vostra felicità, potreste senza tema riprendere il vostro tenore di vita. Ma son certo che in allora la riflessione subentrerà alle vostre idee esaltate e sceglierete una vita più calma e più tranquilla, che vi conserverà sempre più giovane e bella.

Margherita. Poeta!

Armando. Ma voi dunque, o Margherita, non avete un cuore?

Margherita. E perchè una tale domanda?

Armando. Perchè se voi aveste un cuore non ridereste delle mie parole.

Margherita. Il signor de Rieux non mi ha dunque ingannata, quando mi disse che voi siete un amante sentimentale!