Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta. |
— 20 — |
Armando. Finirete coll’uccidervi, o signora; io vorrei essere un vostro parente, un vostro amico, per potervi dire che questa vita d’ebbrezza, questa vita d’orgie non è fatta per voi.
Margherita. Tanto e tanto io non la lascerei, anzi io mi sento meglio, e voglio raggiungere la comitiva. (Si alza) Mio Dio! signor Duval, ora è voi che siete pallido!
Armando. Oh! se sapeste quanto male m’ha fatto nel vedere che voi soffrivate!
Margherita. Siete troppo buono, signor Duval. Guardate un po’; di tutti i miei amici non ve n’ha un solo che s’occupi di me in questo momento.
Armando. Perchè nessuno di loro v’ama quanto io vi amo!
Margherita. Ah! è vero! in fatti mi avevano detto che nutrite per me un amore da romanzo!
Armando. E voi ne ridete?
Margherita. Riderne?... una volta, forse, ma oramai, che sono assuefatta a sentirmi sempre ripetere le stesse parole, ho cangiato sistema: non rido più.
Armando. Sia pure, o Margherita; ma se in premio almeno di quest’amore io vi chiedessi un sacrificio, me lo rifiutereste voi?
Margherita. Secondo!
Armando. Vorrei che aveste un po’ più cura della vostra salute!
Margherita. E lo potrei io forse?
Armando. E perchè no?
Margherita. Ma ignorate dunque che se avessi la pazienza d’intraprendere una lunga cura, monotona, dovrei morire? io ho bisogno di questi passatempi e