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* xxxv. *

Per diritto sentier movono il passo.
695Prima avanti si trae quella, che al destro
Corno si stava in su la terza riga,
E fra se gode, e sol corone e scettri
Rivolge in mente; le compagne a dietro
Senza speme rimaste a lei di tanta
700Impresa cedon tutte il rischio e ’l vanto.
Audace a la grand’opra ella sen vola,
E l’ali impenna a le veloci piante
La Gloria, e la sperata alta mercede.
Nè v’è chi la ritardi, e non si cura
705Il nero avverso Re chiuderle il varco,
Che novelli Imenei pur tenta, e ’l vuoto
Talamo riscaldar con altra Sposa.
Una però ne la sinistra parte
Per la quarto sentiero accende e sprona
710In ver l’opposta Reggia. il passo alterno
Affrettar si vedean l’emule Donne;
Ma d’un sol grado (ahi misera) sen resta
La nera a dietro, e già superba e lieta
La candida Donzella omai trascorsi
715I luoghi tutti, e ’l bel desìo compito,
Su la bramata sede il piè ripose.
Il Rege allor che sien recati impone
Il gemmato diadema, e ’l ricco manto,