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stessi. Svegliatevi, e tosto sentite la mia voce.

Nel giorno 6. della VI. Luna dell’Era di Egira 1163. mentre i miei vigorosi Atleti più numerosi delle arene del Mare, delle foglie degli Alberi, e degli atomi dell’Aria occupavano un immenso tratto di terreno lungo i contorni del sublimissimo Monte Caucaso, e riposo davano alle lasse loro membra dopo il fiero combattimento avuto con i figlj delle tenebre gli abitanti delle nere rive dell’Idaspe, io il vigilante Profeta Seich-Mansur, che non mai consegno le pupille de' miei occhj in balia del sonnifero Despota, rivolto era all’Oriente, e col capo chino adorava il Signore dell’Empirica rotondità, attendendo con impazienza l’aurato carro del velocissimo di lui