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164 giornale dell'ingegnere
cavo aperto per quella derivazione, il quale disposto sotto una pendenza stesso competente, cioè dell’uno per mille, guadagnerebbe dopo metri 7,00 il nuovo letto del torrente medesimo tuttochè con la proposta riduzione più profondo.

Ma vi ha un altro dato che favorisce la depressione della ferrovia sotto il piano attuale di un livello via sempre maggiore del detto possibile affondamento del letto del Morla.

Ed in vero, come già dissi, il piano attuale della ferrovia è elevato sopra il pelo delle acque ordinarie del torrente Morla di metri 3,00; dei quali metri 1,55 compiscono la luce del ponte fino al colmo del l’arco, e gli altri metri 1,45 costituiscono la grossezza del volto e del terrapieno superiore.

Come è chiaro, sostituendo al ponte attuale ad arco in muro, un ponte a sistema di armatura architravata ad engrillage si può guadagnare tutto lo spessore accennato di metri 1,45 del volto e del terrapieno superiore. Diceva tutta utilizzabile quella altezza di spessore, giacchè si fa osservare che, portando anche la intiera grossezza del fondo occorrente per un ponte così sistemato al disotto della sommità dell’arco attuale, ne risulterà sempre con l’architravato suddetto una luce maggiore dell’attuale, perchè tolto l’ingombro degli impeduzzi del volto.

Sono poi troppo conosciuti in arte questi bei sistemi di ponti architravati di cui va ricca la moderna architettura; e dei quali sa la pratica molto opportunamente approfittare non ad inutile sfarzo di nuovi con congegni, ma per provvedere a quelle difficoltà di speciali circostanze, dalle quali dobbiamo in gran parte appunto l’origine dei nuovi sistemi medesimi. Così, sommando l’altezza della cascata soppressa a Colognola, ed il guadagno ottenuto per la sistemazione del cavo, importano la totale affondazione del cavo di metri 4,75; con lo spessore che va soppresso di metri 1,45 per la sostituzione di un ponte architravato, resta provato che si potea tenere la ferrovia più depressa di metri 6,20 del livello dell’attuale.

Che poi la luce di metri 10 per metri 1,50 sopra il pelo delle acque ordinarie basti a smaltire la massa delle più straordinarie piene si può persuadersene, richiamandoci al seguente raffronto di calcolo approssimativo delle piene medesime e della portata di quella luce.

Il territorio che tributa le sue acque a questo torrente misura una superficie complessiva di metri quadrati 15,000,000. Ritenuto che in un grande rovescio di pioggia continuata per un giorno vi piova una quantità di acqua dell’altezza di metri 0,20 (superiore alla media che piove in un anno), si avrebbe una quantità di metri cubi 3,000,000 d’acque, che si dovrebbero smaltire dal cavo in ventiquattro ore, cioè metri cubi 34,72 ogni minuto secondo.

Questa massa acquea non dovrebbe però tutta confluire nel torrente, perchè una parte ne verrebbe assorbita dal suolo. Ma anche non ammettendo questa deduzione, si avrebbe che un canale della sezione di metri 10 per metri 1,50 colla pendenza del 2 per mille (quali appunto corrispondono le dimensioni al nuovo alveo ed al punte assegnate), dà una unaportata ogni minuto secondo di metri cubi 37,1451. Finalmente, sia che si segua l’andamento quale è quello della strada attuale; sia che questa si fosse voluta con molto più ben intesa soluzione avvicinare alla città; unico ed ottimo cavo che rimane ancora a superare è quello della roggia Nuova. Questa trovasi ad una profondità col suo pelo d’acqua di metri 5,00 sotto il piano delle ruotaje attuali; dunque non era opera impossibile e nemmeno di impegno di farla sottopassare con tomba a sifone ad una maggiore profondità di metri 1,20 sotto il livello attuale.

Con queste operazioni fatta più depressa

  1. Formola di Prony:
    Formula Prony.png
    dove S è la sezione bagnata, I la pendenza sopra una data lunghezza, L ed l il perimetro bagnato. Manuale di Idrometria del Colombani.