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raqueo fu d’uopo in pria studiare le forze astronomiche, e le leggi che le governano, e quelle dello spazio.

A ben pochi è dato scoprire il limite del tempo presente, ed a traverso alla farragine delle idee ed assiomi correnti slanciarsi ad afferrare la origine prima della eterna vitalità, ed al solo sguardo aquilino d’un genio superiore e concesso rintracciar fra le nebbie; e sentire il palpito sotto al quale germina tacito il latente avvenire. Ecco, o amici miei! eccovi dinanzi l’alba del nuovo giorno umanitario che si leva sul nostro orizzonte.

Osservate, egli da bel principio non si appalesa che a poche isolate individualità, e come un varjo presentimento, una ineffabile emozione un desio invincibile, un disgusto, uno spregio, per gl’idoli del passato i cui sparsi rottami i cui crollanti edilizj ingombrano ancor tuttavia la strada al presente che procede innanzi spinto da un’arcana forza.

Piccola e transitoria goccia qual’è, lo spirito di chi scrive queste pagine forse nasce da quella immensa sorgente d’eterna vitalità, che balza sotto alla scorza dell’attualità nostra.

E ben può darsi che questi pensieri sulla morte e l’immortalità sieno altrettante scintille, che pel tràmite del presente giungono al vasto opifìcio della forza arcana e creatrice.

S’egli è vero (come lo è) che un novello spirito animerà il cuore e la incute umana finora cotanto zeppe di vanità certo che l’uomo non starà più a cullarsi nelle antiche fantasticherie d’un paradiso d’oltre tomba, come fanno i musulmani, ed inebbriarsi nel godimento immaginario d’una personale immortalità, tutta metafisica,