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piano nobile del grand’edificio mimico. Havvi di più in favore del nostro metodo un altro argomento, la di cui forza ci viene dimostrata da una giornaliera esperienza; ed in comprova del quale rapportiamo il seguente aneddoto.

Soleva un archeologo imparziale dare ai suoi discepoli quest’avvertimento. Vi dispiace, o figliuoli, (egli diceva) che l’antichità da molti sia stimata brutta, e da moltissimi disgustosa e seccante? esaminate la cagione di un tal modo di pensare di costoro, e vi calmerete. L’antichità è bella, è vero, ma nello stesso tempo è vecchia. Or il volto di una donna, qualunque sia l’avanzata sua età, non mai perderà le proporzioni, le regolarità, e quindi la bellezza fondamentale delle sue giovenili forme; ma le rughe sono quelle che ne allontanano il morbido, il fresco, il tondeggiante magnetico, che con la sua forza attraente lo caratterizza per bello, anche agli occhi ignoranti. Le rughe dunque sono quelle che deturpano, se pure non giungono a rendere disgustoso un volto, altronde oltremodo belio. Se si potesse ottenere l’allontanamento di queste benedette rughe (egli diceva), quante vecchie donne diverrebbero più belle delle giovani stesse! Ma se a questo non si è ancora potuto giungere, nè vi si giungerà giammai per le vecchie donne, vi è il gran rimedio per fare scomparire agli occhi di taluni le rughe della vecchia antichità. Di grazia, accoppiate a costei il moderno; di-