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La maestrina degli operai 109

desiderarla per brutalità, come un’altra qualsiasi, e odiarla per l’avversione ch’essa gli dimostrava; doveva odiare in lei la classe signorile, a cui stimava che appartenesse, e del cui abborrimento pei giovani suoi pari essa era certo la più manifesta e viva espressione ch’egli avesse mai veduto; doveva desiderare di vendicarsi di quell’abborrimento facendole sfregio o violenza, ed essere eccitato in quel desiderio dalla sua stessa paura, che gli solleticava l’orgoglio della malvagità e della prepotenza; doveva esser tormentato da una curiosità feroce di vedere come si sarebbe dibattuta, come avrebbe supplicato, chiesto grazia, gridato, singhiozzato, sofferto, inorridito sotto le sue mani. Egli doveva insieme desiderarla e insultarla