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chiaro paesaggio di casette, d’alberi, di scalini di granito, con la torre della cattedrale in fondo. L’erba rinasceva sul selciato, davanti alla casa del vescovo: passavano uomini a cavallo, e ì cavalli avevano le gambe lunghe, i garetti pelosi, i ferri lucidi. Egli notava queste cose perchè guardava per terra, un po’ vergognoso di sè, un po’ vergognoso della madre. Sì, perchè non dirlo una buona volta? S’era sempre un po’ vergognato di sua madre, perchè serva, perchè di quel paesetto di semplici. Solo più tardi, molto più tardi, aveva vinto questo suo istinto ignobile a furia di volontà e di orgoglio, e più s’era irragionevolmente vergognato della sua origine, più se n’era poi gloriato, di fronte a sè stesso e di fronte a Dio, scegliendo per soggiorno il miserabile paesetto, e sottoponendosi a sua madre, rispettandone i voleri più umili e le abitudini più meschine.

Ma al ricordo di sua madre serva, anzi meno che serva, sguattera nella cucina del Seminario, si riallacciavano i ricordi