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odoravano un po’ caldi e un po’ selvaggi come la chioma dello zafferano. E le disse, mordendo il guanciale, tutti i versetti del Cantico dei Cantici, e quando questi furono finiti le disse che sarebbe tornato a lei il giorno dopo, e che era felice di dar dolore a sua madre e a Dio, e di aver giurato, e d’essersi abbandonato al rimorso, alla superstizione, al terrore, per rompere tutto e tornare a lei.





Poi di nuovo riprese a ragionare.

Come il malato si contenta di conoscere almeno la diagnosi del suo male, egli si sarebbe contentato di sapere almeno perchè gli accadeva tutto questo. Volle anche lui rifare tutta la strada della sua vita come la madre.

Il rumore del vento accompagnava i suoi ricordi più lontani e più vaghi. Si rivedeva in un cortile, dove, non sapeva; forse il cortile della casa dove serviva la