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era stata così forte che le parve di avere ancora sulle ginocchia lo strofinaccio, e di sentire le risate sommesse e i pugni che i seminaristi si davano nel corridoio. Un momento; e la realtà la riprese: le parve che Paulo fosse già tornato, durante quel suo breve sonno, riuscendo a sfuggire all'attenzione di lei.

Infatti, tra i tremolii e gli scricchiolii prodotti dal vento, si udivano dei passi, nell'interno della casa: qualcuno camminava, scendeva la scaletta, attraversava le stanzette terrene, entrava nella cucina.

Ella ebbe l'impressione di continuare a sognare. Un prete piccolo e grosso, col viso nero di barba non rasa da parecchi giorni, le stava davanti e la guardava sorridendo. Aveva la bocca sdentata, e i pochi denti che conservava erano neri per il troppo fumare: gli occhi chiari volevano essere minacciosi, ma pareva lo facessero per ridere. Ella lo riconobbe subito: era l'antico parroco. Eppure non ne provò terrore.

— Tanto è un sogno, — pensò. In fondo