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varsi di nuovo sulle ginocchia appena il sacerdote avesse mosso il libro.

Ed egli mosse il libro e riprese le sue orazioni e i suoi gesti lenti: e quasi un senso di tenerezza lo vinceva, nella sua disperazione, pensando che Agnese lo accompagnava sul suo calvario come Maria Gesù: che sarebbe fra pochi istanti salita all’altare, che si sarebbero incontrati ancora una volta, in cima al loro errore, per espiare assieme come avevano peccato assieme.

Come poteva odiarla se ella portava con sé il suo castigo, se l’odio di lei era ancora amore?

Si comunicò, e il lieve sorso di vino gli colò davvero entro il petto come un rivolo di sangue: ecco, si sentì forte, rianimato, col cuore pieno della presenza di Dio.

E mentre scendeva verso le donne rivide emergente da un’onda di teste chine, la figura di Agnese, ferma sulla sua panca. Aveva chinato anche lei la testa sulle mani, e forse raccoglieva il suo coraggio,