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mente, attortigliato da un vortice in una profondità liquida luminosa, in un luogo sottomarino vertiginoso d’iridescenze.

Poi risalì a galla, staccandosi dalla bocca di lei, e si trovò come il naufrago sulla sabbia: stroncato, pieno di terrore e di gioia, ma più terrore che gioia.

E l’incanto che gli era parso rotto per sempre, e appunto per questo più bello, ricominciò.

Sentì di nuovo il soffio della voce di lei.

— Sai, sai, io sapevo che saresti tornato....

Non volle sentire altro, come nella casa di Antioco, quando parlava la serva: le mise una mano sulla bocca, mentre ella gli appoggiava la testa sulla spalla, e poi le accarezzò lieve i capelli che il riflesso della lampada indorava; così piccola, così abbandonata sopra di lui, ecco dunque ella aveva la potenza terribile di trascinarlo in fondo al mare, di sollevarlo sull’abisso del cielo, di fare di lui un essere senza volontà. Mentre lui fuggiva per la