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ascolto, ad accoglierti qua dentro. Ma adesso come si fa? Adesso è troppo tardi. Perchè Dio non ti ha illuminato prima? Sono forse venuta io, nella tua casa? Sei venuto tu, nella mia, e mi hai preso come una bambina al gioco. E adesso, come devo fare? Dillo tu, come devo fare. Io non posso dimenticarti, non posso cambiarmi come ti cambi tu. Io voglio andarmene lo stesso, anche se tu non vieni; voglio cercare di dimenticarti. Voglio andarmene.... oppure....

— Oppure?

Agnese non rispose: si rannicchiò nel suo angolo e rabbrividì. Qualche cosa di tenebroso, l’ala nera della follia dovette sfiorarla, perchè gli occhi le si velarono, e con la mano fece un gesto istintivo, come per scacciare davanti a sè un’ombra: ed egli tornò a piegarsi verso di lei quasi bocconi sul canapè, e strappò i fili della vecchia stoffa con l’impressione di graffiare un muro che gli sorgeva davanti e lo soffocava.

Non poteva più parlare. Sì, aveva ra-