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ebbe voglia di percuoterla, di gridare: guardò in su e palpò il muro come per provarne la resistenza: infine, disperata, tese l’orecchio; ma si udiva solo il fruscio stridente degli alberi dell’orto, che, anch’essi amici e complici della loro padrona, pareva volessero col loro coprire ogni altro rumore intorno.

La madre però voleva vincer lei, voleva sentire, sapere.... O meglio, poiché in fondo all’anima sapeva già la verità, voleva illudersi ancora d’ingannarsi.

Senza cercare oltre di nascondersi, andò lungo il muro dell’orto, lungo la facciata della casa, e più giù ancora, fino al portone del cortile: e palpava le pietre come cercandone una che cedesse, che lasciasse un buco per entrare.

Tutto era solido, compatto, chiuso: il portone, la porta, le finestre munite d’inferriata, parevano le aperture d’una fortezza.

La luna, in quel momento chiara in un lago d’azzurro, illuminava la facciata rossastra sulla quale ricadeva l’ombra del