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testò la madre. — Cammina, va; dille che Paulo è stanco e andrà domani.

Parlando al ragazzo guardava il figlio: e I lo vedeva fissare la lucerna con gli occhi vitrei, ma le sue ciglia sì sbattevano come le ali delle farfalle notturne accanto al lume.

Antioco si alzò con aria desolata.

— È che mia madre aspetta. E crede che sia cosa grave.

— S’era cosa grave glielo andava a dire subito. Va, cammina.

La voce di lei era aspra, e Paulo sollevò gli occhi, d’un tratto ridiventati ardenti: sentiva la paura della madre, che egli uscisse, e una cupa irritazione lo riprese.


Rimise la lucerna sulla tavola, sbattendola con forza, e chiamò Antioco.

— Andiamo da tua madre.

Nel corridoio però si volse e aggiunse:

— Torno sùbito, mamma; lasciate aperto.

Ella non s’era mossa, ma dopo che i due furono usciti andò a spiare dalla porta