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bianche, e in fondo la porta che il vento scuoteva sui cardini. Vide le stanghe levate da Paulo appoggiate al muro, e fu presa da un impeto d’ira.

No, voleva vincere il demonio. Depose il lume sull’alto della scaletta, scese e uscì anche lei.

Il vento la investì con violenza, gonfiandole il fazzoletto e le vesti; pareva volesse costringerla a rientrare: ella si legò forte il fazzoletto sotto il mento, e procedè a testa bassa come per dar dì cozzo all’ostacolo: così rasentò la facciata della parrocchia, il muro dell’orto e la facciata della chiesa: arrivata all’angolo di questa, si fermò. Paulo aveva svoltato di là e attraversava quasi di volo, come un grande uccello nero, con le falde del mantello svolazzanti, il prato che si stendeva davanti ad una casa antica addossata quasi al ciglione che chiudeva l’orizzonte sopra il villaggio.

Il chiarore ora azzurro ora giallo della luna travolta da grandi nuvole in corsa illuminava il prato erboso, la piazzetta