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saliva, ma non più al pensiero di tornare da lei, sibbene al pensiero ch’ella avesse accettato la sorte e già cominciasse a dimenticarlo.

E si accorse che nel più profondo del suo cuore la pena maggiore, dopo il ritorno dall’altipiano, era stata questa: il non saper nulla di lei, il silenzio, la sparizione di lei.

Era questa la vera morte: ch’ella cessasse di amarlo.

Nascose il viso fra le mani, cercò di vederla, e cominciò a rinfacciarle tutte le cose ch’ella avrebbe dovuto rinfacciare a lui.

— Agnese, tu non puoi dimenticare le tue promesse. Come, come puoi dimenticarle? Tu mi stringevi i polsi con le tue forti mani e mi dicevi: siamo legati per la vita e per la morte. — E possibile che tu ti dimentichi? Tu dicevi: sai, sai....

Si passò un dito sulla nuca, intorno al collo; gli pareva di soffocare.

— È il demonio che mi ha preso col suo laccio.