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infernale: le ginocchia tremavano, ma i piedi non volevano muoversi; era come se due mani possenti li fermassero al pavimento.

Così il suo Paulo potè scendere silenzioso la scaletta, aprire la porta e andarsene: il vento parve portarselo via d’un colpo.

Solo allora ella riuscì ad alzarsi, a riaccendere il lume, ma anche questo con difficoltà, perchè gli zolfanelli lasciavano lunghe scie di luce violetta sul muro ov’ella li sfregava ma non si accendevano.

Finalmente la piccola lucerna d’ottone sparse un velo di luce nella cameretta nuda e povera come quella di una serva, ed ella aprì l’uscio e si sporse, ascoltando. Tremava; eppure si moveva tutta d’un pezzo, dura, legnosa, con la testa grossa sul corpo bassotto e forte che, rivestito d’un panno nero scolorito, pareva ritagliato a colpi di scure dal tronco d’un rovere.

Dall’alto del suo uscio ella vedeva la scaletta di ardesia, ripida fra le pareti