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sione che Agnese vi si fosse introdotta di nascosto e lo attendesse, bianca in viso, con la lettera in mano: era fuggito di casa per fuggire sé stesso; ma la passione lo portava via peggio che il vento della notte scorsa.

Attraversò il prato senza sapere perchè, e gli sembrò di venir sbattuto contro i muri della casa e dell’orto di lei, e respinto dall’urto tornasse indietro, fino alla piazza, sul cui parapetto sedevano i vecchi e stavano affacciati i ragazzi e i mendicanti. Parlò con gli uni e con gli altri, senza ascoltare la loro voce: poi scese la strada del paesetto, giù fino al sentiero della valle, senza veder nulla del paese, della strada e della valle. Tutto l’universo s’era capovolto, gli si era versato dentro, in un caos di pietre, di rottami, di rovine; ed egli vi si piegava sopra a guardare, come i ragazzini guardavano i burroni della valle dai macigni lungo il sentiero.

E ritornò su verso la chiesa. Le straducole del paesetto erano deserte; dai muriccioli dei cortili si sporgeva qualche