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la leggenda di tristano 87


prendere madonna Isotta per sua moglie e vuolela coronare del reame in Cornovaglia. E dappoi che lo comandamento fue andato per ciascheduna parte, allora sí apparecchiano per ciascheduna parte e sí vegnono a Tintoil. E dappoi che fuerono giunti, sí si incomincia la maggiore gioia intra loro e la maggiore allegrezza, che se Dio nostro segnore fosse isceso intra loro non maggiore; e ciascheduno sí si ne conforta e sí ne rallegra molto, vedendo T. con loro: «ed è fatta la pace intra noi e quegli d’Irlanda, sí che giá mai non vi dee essere piú guerra». E molto grande gioia ne menano le donne di Cornovaglia. Lo giorno dele nozze sí s’apressa, che lo re Marco sí dee incoronare madonna Isotta del reame di Cornovaglia. Lo giorno dele nozze sí si incomincia grande sollazzo per tutte le parte del suo reame; e lo re incorona madonna Isotta delo reame di Cornovaglia. E con grande sollazzo trapassa quello giorno dele nozze, e dappoi la notte sí si appressima, che lo re sí si dee coricare co madonna la reina Isotta. E allora T. e Governale e Blaguina sí si raunarono in una camera privadamente e si diragionano insieme e dicono: «In che maniera potremo noi fare sí che lo re non sapia nostro convenentre? ché voi sapete bene la cosa sí com’ell’è istata intra noi due». Allora rispuose Governale e disse: «Io voglio che voi lasciate fare questa cosa a me ed a Blaguina, e noi sí [vi] metteremo tale consiglio, che di queste cose non si saprá neente». Allora si parla Governale a Blaguina, e sí gli dice che si vuole ch’ella sí si debia coricare la notte allato alo re, e impromettendoli gioie assai. Allora disse Blaguina: «Ed io si sono apparecchiata di dire e di fare tutto ciò che voi mi comanderete».

Appressimandosi la notte che lo re si vuole coricare cola reina Isotta, ed allora sí venne la reina nela camera, e le donne e le donzelle sí la mettono a letto. E dappoi che la reina fue a letto, no rimase nela camera se non Governale e Blaguina; e dappoi istante poco, e lo re sí si ne viene nela camera e T. sí gli fae compagnia. E dappoi che lo re fue nela camera, incontanente sí s’aparecchia d’andare a letto. E dappoi che fue