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la leggenda di tristano 57


Ma T. lo quale rimase ali padiglioni, molto è dolente dela villania che la damigella gli disse. E disse che si meterebe in aventura per andare a cercarela, e incontanente prese l’arme e montoe a cavallo, e Governale gli fae compagnia e portagli lo scudo e la lancia. E partironsi dali padiglioni, e cavalcando in cotale maniera e Governale disse a T.: «Come se’ tu messo in aventura?». E T. disse: «Io mi sono messo in aventura per sapere chi è la damigella, la quale m’hae detta villania davanti alo re Marco e ali suoi cavalieri». E cavalcando trovarono Ghedin, lo quale iera tutto pieno di sangue, e T. disse: «Ghedin, chi t’hae fedito?». Ed egli disse: «Due cavalieri erranti». E allora disse Governale: «Per mia fé, Ghedin, io so bene che neuno cavaliere errante non t’avrebe fedito, se tu non avessi fatto lo ’mperchee». Allora disse Ghedin: «Egli è bene vero che lo re Marco sí mi mandava dietro a quegli due cavalieri erranti, che dovessero tornare a lui, imperciò che gli volea domandare di novelle di loro reame de Longres. E io trovando li cavalieri, sí dissi loro da parte del re Marco ch’egli dovessero tornare a lui; ed eglino non vogliendo tornare per me, allora io sí presi lo freno deio cavallo dell’uno deli cavalieri e sí lo menava. E per questa cagione li cavalieri sí mi fedirono». Allora disse Governale: «Per mia fé, Ghedin, tu non ieri ben savio, quando tu per forza volei menare li cavalieri erranti. E imperciò T. io non ti consiglio che tu combatti coli cavalieri, imperciò che tu dei combattere la ragione, e se tu per questa cagione combatti coli cavalieri, a me pare che tu combatti lo torto». E T. disse: «Io non combatto lo torto, dappoi ch’egli ha fedito Ghedin ch’iera disarmato». E appresso queste parole si parte T. e cavalca appresso deli cavalieri erranti e molto tostamente. E cavalcando in tale maniera vede li cavalieri in uno prato appresso ad una foresta. E T.: «Cavalieri, guardatevi da me, ch’io vi diffido». E li cavalieri, quando intesero ch’ierano diffidati ed appellati ala battaglia, si volsero le teste deli loro distrieri inverso T. e T. bassa la lancia e viene a fedire l’uno deli cavalieri. E lo cavaliere sí fedío a T. sopra lo scudo di tutta