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364 la leggenda di tristano

16
     Il re in su la sala si montava:
giunse a la camera ove Tristan era
e gran sospiri e gran pianto gittava,
e figurava il colore a la terra;
come io vi dico, ogni uom lo bestemmiava.
E quivi avea di cera gran lumera.
Giunse a Tristan, salutollo piagnendo;
e Tristan lui salutava ridendo.
17
     Quando Tristano vidde il re venire,
sopra del letto si volle rizzare;
ma avie perduto la lena e l’ardire,
sicché a seder non si potea levare.
In bassa boce parlò pien d’ardire:
«alto re Marco, ben possiate stare!
la morte mia, ch’avete disiata,
a vostra voglia me l’avete data».
18
     Forte piagnea il re inanzi al barone
dicendo: «Figliuol mio, or mi perdona,
che io ho fatto tale offensione
che ma’ non sará lieta mia persona».
E mentre che dicea questa ragione,
giú per lo viso lagrime gl’abonda;
sicché per questo tutta l’altra gente
piagner facíe sopra a Tristan piacente.
19
     Ora dice Tristano: «Non piagnete;
anzi vi priego che vui confortiate,
e prégovi, alto re, se voi volete,
ch’uno ricco gran dono mi facciate:
che la reina Ysotta, qual tenete
per vostra sposa, per lei mandiate;
sicché ella vegga mia vita finire».
Disse il re Marco: «Io la farò venire».