Pagina:La leggenda di Tristano, 1942 – BEIC 1854980.djvu/135


la leggenda di tristano 129


se non di menare loro vita con molta grande allegrezza, e giá di neente non si ricordano di tutte le pene ch’egli hanno giá sofferte. E tanto istettero in cotale maniera, che lo giorno apparve chiaro e bello e gli augelletti isvernano su pegli albori. E T. quando intendea gli augelletti isvernare su pegli albuscelli, ed egli disse: «Madonna, certo li due amanti trovarono bene luogo da sollazzare e molto dilettevole, per tutte cose che altrui abisognano d’avere per suo diletto». E incontanente sí appelloe Governale e disse: «Governale, vae monta a cavallo, e andrai a Tintoil e dirai alo re Marco che mi mandi lo mio distriere e la mia bracchetta. E s’egli ti domandasse lá dove noi siamo, guardati bene che tu no gli le dichi di neente né di nostro affare no gli dicessi». E Governale disse: «T., questo farò io volontieri, dappoi che a voi piace».


LXXXV. — In questa parte dice lo conto, che dappoi che T. ebe fatto lo comandamento a Governale, incontanente sí montoe a cavallo e andoe per lo camino che andava a Tintoil e tanto cavalcò per sue giornate che pervenne a Tintoil. E quand’egli fue al palagio, sí ismontoe da cavallo e andoe suso in dela sala delo palagio, e trovoe lo re Marco con molti baroni e cavalieri. E Governale sí disse: «Re Marco, T. sí vi manda a dire per me che voi sí gli dobiate mandare lo suo distriere e la sua bracchetta». E lo re Marco intendendo queste parole, disse a Governale: «Or mi di, in quale parte è T. e madonna Isotta?». E Governale disse: «Re Marco, questo non saprete voi da me in nessuna maniera». E lo re Marco vedendo che no ne potea sapere neuna cosa di suoi convenentri, sí comandoe che gli fosse dato lo distriere e la brachetta, e fue fatto suo comandamento. E Governale sí montoe a cavallo e andò sua via. Ma quando lo re Marco vide che Governale sí s’iera partito, andò nela camera e incomincia a fare lo maggiore pianto che giamai fosse fatto per uno ree. E dicea: «Oi, bella dama Isotta, ora vi tiene T. in sua balia e fae di voi tutta sua volontade e ha da voi sollazzo ed allegrezza. E io, lasso re, co molta disaventura, abo