Pagina:La leggenda di Tristano, 1942 – BEIC 1854980.djvu/113


la leggenda di tristano 107


madonna Isotta è piú bella che non è la reina d’Organia». E tutte queste parole intendea la reina Isotta e disse: «Cavalieri, ditemi cui figliuoli voi foste». Ed eglino dissero: «Lo re Pellinor fue nostro padre». Disse madonna Isotta: «E se’ tu cavaliere errante?». Ed egli disse che sie. Allora disse la reina Isotta: «Io nol credo che tu fossi figliuolo del re Pellinor, perché lo re Pillinor sí fue uno cortesisimo cavaliere, ma tu non ritrai da suo legnaggio di cortesia. Imperciò che me non pare che tu sii mica cortese cavaliere, quando tu davanti a me tu mi die villania». Allora sí disse PAmoratto: «Io vi priego, madonna Isotta, che, sed io ho detta follia inverso di voi, che vi piaccia di perdonarmi, perché tutto tempo di mia vita io non faglierò in cotale modo». Allora sí si partono intrambodue li cavalieri e prendono commiato dela reina e pervegnono ala strada appiede d’uno bello albero, e ivi sí truovano una damigella che venia ali padiglioni. Ed or la domandano e dissero: «Damigella, io vi priego per amore che voi ci dobiate fare uno messagio alo re Marco, e dite cosi che due cavalieri erranti sí sono laggiuso a piede di quello albore ed ivi sí stanno e dimandano giostra». E la damigella rispuose e disse che questo messaggio fará ella volontieri. Allora sí parte la damigella dali cavalieri e viene alo re Marco e dice: «Re Marco, laggiuso si hae due cavalieri erranti che vi domandano giostra». E lo re sí rispuose e disse: «S’egli giostra domandano, ed io dico cosí ched io di giostra non fallirò giá loro». Ed allora sí comanda lo re che incontanente due cavalieri sí montino a cavallo e prendano loro arme per andare a combattere «con quegli due cavalieri erranti, li quali v’aspettano». E incontanente due cavalieri sí fuorono armati e andarono a combattere co’ due cavalieri erranti. E l’Amoratto, quando vide venire li cavalieri, disse: «Or vedremo noi come la faranno li cavalieri di Cornovaglia». Allora abassa la lancia e viene a fedire inverso lo cavaliere, e l’Amoratto viene a ferire lo suo di tutta sua forza e passagli lo scudo e l’asbergo e mettegli la lancia nele coste e miselo a terra del cavallo. E lo suo cuscino sí abatteo lo suo e fece lo