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luti, ed io desidero di rivedere i miei a Bellaria. Oltre ai socialisti, vi sono i repubblicani e gli anarchici.

Della loro triplice fede quei lavoratori portano gli emblemi in un fazzoletto grande, attorno al collo.

I socialisti lo portano a grandi scacchi rossi e neri, i repubblicani rosso, gli anarchici interamente nero.

Molte volte, specie la domenica sera, quei colori sembrano poco armonici, e allora con dei salassi di sangue si tingono tutti quei fazzoletti di rosso.

— Caro Armuzzi, quanto manca ad arrivare al bosco?

— Poco: appena passato il Po.

Nel bosco ero sicuro di non incontrare nessuno, tranne l’anofèle clavigero.

Passato il Po, si entra in un altro clima etnico.

Ecco un’altra prova che io non ho nessuna attitudine a fare il vero profeta. Io ce l’ho coi falsi profeti. Ma ho torto! Fra questa gente ci vuole appunto un mezzo profeta, uno che abbia delle affinità per viverci in mezzo. Io preferivo a questi miei fratelli in Cristo l’anofèle clavigero. Orribile cosa, ma vera! Siamo almeno sinceri, giacchè non abbiamo altra attitudine che a fare il filosofo!