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— Capirà, — mi disse, — che una cravatta rossa sul nero produce altro effetto che sul bianco. E poi una camicia nera fa il suo servizio finchè si vuole.

Erano due buoni argomenti, benchè il secondo poco convenisse ad uno che maneggia il sapone per dovere — almeno — professionale. Gli feci ancora osservare l’effigie dei due santi barbuti e capelluti che egli porta sospesi in forma di grosse medaglie alla catena dell’orologio.

— Trova da dire anche su Carlo Marx e su Enrico Ferri?

— Ma no; soltanto ti faccio notare che sarebbe un bel pericolo per la classe dei barbieri se nella società futura si dovesse adottare questa moda. Anche la classe dei lavandai.... — stavo per soggiungere pensando alle camicie nere.

Ma egli mi osservò che il rasoio poteva servire anche per altri usi oltre a quello di radere la barba. Queste goffe facezie io me le sono permesse col barbiere, perchè è un buon figliuòlo, come ho detto. Invece con un altro suo compagno, che aveva la camicia nera e ci trovammo accanto dal tabaccaio, io non osai fare motto.

Era una figura sbilenca e torva, e domandò al tabaccaio un toscano. Ma per tagliarlo