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del vespro siciliano. 11


CAPITOLO II.


Papa Innocenzo perseguita Corrado; e alla morte di lui occupa le province di terraferma, e turba la Sicilia. Repubblica in Sicilia. Manfredi ristora l’autorità regia; e l’usurpa. A spegner lui, la corte di Roma pratica con Inghilterra e con Francia. In fine concede i reami a Carlo conte di Angiò. Passata di Carlo in Italia. Manfredi è rotto, e morto a Benevento. Carlo prende il regno - Dall’anno 1251 al 1266.


Alla morte di Federigo, pronto il pontefice assurse a schiantar d’Italia l’emula casa sveva. E l’invidia dell’impero tenuto lungamente da quella; e ’l sospetto della possanza che traea di Sicilia e Puglia, valser tanto in Lamagna, rincalzati delle romane arti, che Corrado figliuol di Federigo, ancorchè eletto re de’ Romani, fu escluso dall’imperial seggio. A torgli i domini meridionali, papa Innocenzo rifaceasi a gridare ai popoli libertà; suscitava i baroni; esortava i vescovi e ’l clero, bandiva la remissione delle peccata a chi si levasse in arme per la corte di Roma; per brevi, per legati, ad ogni ordine d’uomini promettea pace, e godimento di tutte lor franchige sotto la protezion della Chiesa: istigazioni tentate indarno sul fin del regno di Federigo. Pur lo zelo de’ Ghibellini d’Italia, e la virtù di Manfredi, bastardo dell’imperatore1 e non tralignante dal paterno animo, fecero che Corrado, spenti i nemici del suo nome, regnasse alfine dal Garigliano al Lilibeo. Poc’oltre due anni regnò, che da morte fu colto: lasciando di sè un sol bambino per nome Corrado, cui disser poscia Corradino, perchè uscito appena di fanciullo, brillò e fu morto. Raccomandavalo il padre, com’orfa-

  1. Manfredi nacque di Federigo, e di una nobile donna della famiglia de’ Lancia, che poi vicina al morire fu sposata dall’imperatore, divenuto già vedovo. Con questo alcuni pretendeano legittimare Manfredi.