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LA GIOVENTÙ DI CATERINA DE'MEDICI 9


in cui egli esule trovò nella corte di Urbino una ospitale accoglienza mal ricambiata dalla sua famiglia. Mediante il suo matrimonio posteriore con Filiberta di Savoia, sorella del duca Carlo III, e di Luigia d’Angoulème, egli trovavasi zio del re Francesco I, che nell’anno 1545 era asceso al trono. La morte sciolse presto una tale unione. Giuliano, dopo aver passato gli ultimi suoi giorni nell’abbazia di Fiesole, fatta fabbricare dal Fiavolo suo Cosimo in una pittoresca solitudine, sulle sponde di quel fiumicello Mugnone reso ’celebre dal Boccaccio, morì nella primavera seguente in età di trentasette anni. £i mori profondamente addolorato dei disegni del Papa e del suo procedere contro Urbino, la cui corte egli aveva conosciuto ai giorni del duca {juidubaldo, zio di Francesco Maria, quando era animata dalla presenza dei più culti e distinti uomini di Italia, come Pietro Bembo, Lodovico da Canossa, Bernardo Dovizi da Bibbiena, Benedetto Accolti di Arezzo, Ottaviano e Federigo Fregoso, Cesare Gonzaga, Gaspero Pallavicini e molti altri. Costoro, con Guidubaldo, ultimo della linea mascolina derFeltrensi, colla duchessa Elisabetta Gonzaga, colla signora Emilia Pia di Carpi, tenevano quelle conversazioni, che il conte Baldassarre Castiglione ricordò nel rinomato suo libro del Cortigiano, stimolato a ciò, secondo le proprie sue parole, dalla virtù del gentile signore cui aveva servito, e