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Il numero atomico 229

piamo che l’atomo dell’elio contiene due di tali unità positive, perchè una particella delle sostanze radiattive ha una carica elettrica che in valore assoluto è doppia della carica di un elettrone. Sicchè ogni volta che si passa da un atomo ad un altro con espulsione di una particella , il numero atomico verrebbe diminuito di 2 unità. L’espulsione di una particella farebbe dunque accrescere di una unità il numero atomico.

Il Rutherford1 tenendo conto dei risultati del Moseley e delle conseguenze accennate trovò che il numero atomico del piombo che è eguale ad 82 dove coincidere con quello del radio B. Se così era doveva anche verificarsi l’identicità degli spettri ad alta frequenza. Per lo spettro del radio B bastava esaminare i raggi da esso emessi spontaneamente, perchè poteva ritenersi coincidere con quelli che avrebbe emesso se sottoposto ad una proiezione di raggi catodici. E si verificò appunto ciò che si prevedeva. la riga più intensa dello spettro caratteristico del radio B coincide con quella ottenuta dal piombo nello spettro della serie L.

Applicando per entrambi la formola 221) di Moseley, si ricava tanto nell’un caso che nell’altro lo stesso numero atomico 82.

Bisogna però notare che il peso atomico del piombo non coincide con quello del radio B. Dalle trasformazioni del radio si deduce che il radio B ha un peso atomico di 214, mentre quello del piombo è di 207. Non ostante ciò quei due elementi hanno proprietà chimiche identiche, a quanto si sa. Se ne deduce che tanto gli spettri ad alta frequenza degli elementi, come le loro proprietà chimiche, non dipendono tanto dalla massa del loro atomo ma dal numero delle cariche elementari di elettricità positiva che contengono il loro

  1. Rutherford, Ph. M. vol. 27, p. 854-868 (1914).