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nia. I lavori iniziati dall’Afan de Rivera erano stati concepiti con molta parsimonia, nel fine soprattutto di vincere gli ostacoli, che da ogni lato, e per varii interessi, venivano sollevati alla esecuzione del magnifico progetto. E poiché in idraulica le opere incomplete ed insufficienti sono destinate a cadere, e, infuriatesi le acque del lago nel 1835, tutti i lavori andarono perduti. Gli oppositori vinsero, il governo si disanimò e ne seguì l’abbandono totale dell’impresa. Si costituì più tardi una società anonima, che riassunse l’impresa, ma con un capitale, che in breve sarebbe stato ingoiato dalla vastità dell’opera. Questo capitale non superava i cinque milioni di lire, ed il principe Torlonia aveva acquistato la metà delle azioni. Non era stato possibile raggruzzolare una maggior somma né all’estero, ne nel Regno. Il Torlonia intuì col suo acume quanto incompleto fosse il progetto approvato dal governo napoletano; notò la insufficienza dei mezzi, e previde le delusioni che ne sarebbero derivate. Allora si rivelò la grandezza dell’animo di lui. Milionario, sentì la nobile ambizione di realizzare per la scienza, per l’arte, per l’agricoltura del suo paese e della nostra età, un progetto ancora più vasto di quello altra volta concepito dagli imperatori romani con i loro trentamila schiavi, e non esitò, innanzi ad una così magnanima idea, di seguire la generosa ispirazione, nonostante il rischio a cui esponeva l’immensa sua fortuna e l’immane lavoro cui si sobbarcava. Riscattò quindi recisamente il capitale sociale ed assunse da solo la gigantesca impresa. Tutto in questa opera del Torlonia fu mirabile per ardire, per magnificenza, e per raro acume pratico. Egli ne affidò l’esecuzione ad uno de’ più illustri ingegneri francesi, il De Montricher, che si era coperto di gloria in una delle più vaste costruzioni idrauliche della Francia, l’acquedotto di Marsiglia. Messo il Torlonia, dall’onestà e dalla sagacia del Montricher, nell’alternativa di scegliere fra un progetto più modesto ma più incerto nella sua riuscita, ed un altro di singolare grandiosità, ma assai più dispendioso, scelse quest’ultimo. E giammai tanto coraggio e tanta fede ebbero un premio più degno nel completo successo dell’opera. Studii geologici, idrologici, archeologici, storici e di ingegneria idraulica vennero innanzitutto compiuti con splendida larghezza. Dopo pochi mesi dalla concessione, sul lago, innanzi l’imboccatura dell’emissario, era già