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CAPITOLO IX


Sommario: La rivoluzione nelle provincie — A Trapani e a Marsala — I torbidi a Messina — Il proclama di uno studente e l’indirizzo del Senato al Re — Catania e il generale Clary — Provvedimenti per Messina e Catania — Rapporti fra il Re e Castelcicala — I capi militari in Sicilia — Un proclama del Luogotenente — Il lavoro delle squadre — Si attende Garibaldi — Disordini nell’Isola — L’azione dell’Inghilterra — Il generale Landi si avvia verso Calatafimi — Arriva ad Alcamo — Le istruzioni che ebbe — Rapporti del Landi — La condotta di lui — La flotta di crociera e le istruzioni del Governo — Come avvenne lo sbarco a Marsala — Le cannonate dello Stromboli e della Partenope — Incidenti della spedizione garibaldina sino a Marsala — La condotta dei legni inglesi Argus e Intrepid — La verità storica — False voci di tradimento — Si scende a Marsala — I Mille, le loro divise, le loro armi e la loro cassa — Crispi, Castiglia, Andrea Rossi e Pentasuglia — La presa di possesso del telegrafo — Particolari interessanti — I primi atti di Garibaldi — La giornata di Calatafimi — La ritirata dì Landi apre a Garibaldi la via di Palermo.


La rivoluzione, soffocata a Palermo, non trovò eco nelle provincie. A Trapani si costituì un Comitato insurrezionale, che ottenne dal debole intendente la liberazione di alcuni prigionieri politici, e la formazione di una guardia civica con bandiera tricolore. Il colonnello Iauch, che vi comandava il tredicesimo di linea, si sbarrò in quartiere, dichiarandosi impotente a frenare il tumulto.

Nella vicina Marsala l’insurrezione scoppiò il 6 aprile, promossa e compiuta da Abele Damiani, coadiuvato dai suoi amici Giuseppe Garaffa e Giacomo Curatolo Taddei e da quegli stesai popolani, che aiutarono più tardi Garibaldi. Quel console sardo, Sebastiano Lipari, a differenza del suo collega di Trapani dette, non spontaneamente, come fu affermato, la bandiera tricolore; si