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Parlommi poscia S, M. e mi fece leggere la traduzione d’una lettera della moglie di Murat diretta il 22 agosto alla cognata contessa Pepoli, nella quale le dice che una parola del presidente è venuta a mettere ostacolo alla di loro gita in Italia; e le parla delle reclamazioni da farsi in Napoli per una iscrizione sul gran libro, della quale era stato incompensato (sic) Mr Aimé, asserendo che Drouyn de Lhuys è meglio disposto ad appoggiarlo che Mr. de Turgot.

S. M. mi parlò di Mr. Thomas d’Ajou, e mi spiegò la sua posizione pseudoliberale e fornitore (sic). Mi disse che tolta la libertà della stampa non aveva voluto continuare il suo giornale, e ne era andato a fondare uno in Genova (Il Mediterraneo) che ha preteso essere giornale del Re di Napoli. S. M. mi ha dichiarato nel modo il più positivo che non ci prende alcun interesse, ed ha negato che possa entrare in Napoli sotto l’indirizzo del ministro della guerra come d’Ajou avea chiesto. Che avea saputo che nel detto giornale vi erano articoli che erano ostili al Principe L. Napoleone e che li disapprovava altamente. A questo proposito mi disse S. M.: “voglio cogliere questa occasione per aprire a te la mia piena fiducia, e dirti che qualcuno crede che io mostri amicizia pel Ppe. Preside, ma che in fondo non desidero che continui nel potere. Ebbene ti assicuro che non ho niente più a cuore che si faccia Imperadore, e continui l’opera di salvare l’ordine sociale. Non è certo un Orléans, o il mio caro cugino e nipote Conte di Chambord, che potrà farlo. Del resto io gli sono riconoscente di tutte le prove di amicizia e di simpatia che mi ha date, e devo riconoscere che le mie relazioni colla Francia sono di mano in mano divenute migliori, da Cavaignac al 2 dicembre 1851, e poi perfette, da che L. Napoleone ha tutto il potere„.

S. M. mi disse che dovevo vedere il conte di Nesselrode, per sapere se si sarebbe espresso con me ne’ termini tenuti con S. M. Ed io promisi di andare oggi a Castellamare, pregando la M. S. di non dirmi quel che il conte di Nesselrode gli ebbe espresso.


18 settembre 1852.


Ieri l’altro fui a Castellamare per pranzare dai miei amici Wittgenstein, e prima andetti dal conte Creptowitch per vedere il conte di Nesselrode. Questi mi ricevè con grandi dimostrazioni di amicizia, presente la figlia e il Conte di Lebzeltern. Mi disse: Et bien, que vous nous apportez de nouveau de Paris? L’Empire est fait ou se fera, et l’on dit que vous y poussez et que vous exersez une grande influence sur le président.

Al conte di Nesselrode dissi che io non spingevo all’Impero, perchè in fondo non trattavasi che di un titolo, perchè L. Napoleone ne avea tutta l’autorità ed il potere, e che per l’influenza io non