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..........dubbio che l’Atto della Decadenza, ove non si volesse

....modo e la forza usata per trascinarci a quest’atto il

..... farebbe avere la taccia di sudditi ingrati, che hanno mancato al doveri di fedeltà verso il proprio Monarca. E regolare che tutto si metta in chiaro, perchè ognuno possa da sè stesso rimanere ben persuaso, che non mai per la libera opinione e volontà si divenne ad un atto così insussistente.

Il giorno 18 aprile 1848, si sciolse la Camera alle ore 5 p. m. ed ognuno era ritornato nel seno della propria famiglia per godere un momento di riposo, un momento di tranquillità, unico conforto che in quei giorni di sommo trambusto l’uomo onesto trovava.

Non erano scorsi che pochi minuti allorchè fummo obbligati a ritornare nella Camera, ignorandosene il motivo. Si temeva della propria esistenza. Quando arrivati nella via di S. Francesco, dove era per l’appunto il locale delle riunioni delle Camere, s’intesero delle grida spiccate da una folla di persone armate, che a stento permettevano il passaggio; i corridori, e le ringhiere delle Camere occupate erano intieramente.

S’ignorava fino a quel momento l’oggetto che doveva trattarsi, quando il Capitano di Ambasciata annunziò di essere la Camera in numero legale, e sul momento si presentarono alcuni deputati della Camera dei Comuni, consegnando al signor presidente una deliberazione già presa da quella Camera.

Eravamo tutti nella massima perplessità, non sapendosi il contenuto di quel messaggio, del quale, datasene lettura, si apprese con stupore essere la macchinata deliberazione della Decadenza.

Si voleva da alcuni manifestare qualche ragione per non aderire a quest’atto per tutti i modi illegale: ma sopraffatti dalle grida di tutti gli astanti nelle ringhiere, non fu permessa la menoma discussione, mentre tutti concordemente imponevano ad alta voce di annuire, minacciando la vita.

Quale asilo vi era in quel cimento per esimersi dal far palese la nostra adesione, allorchè fu impedito colla massima resistenza ad ogni componente di potersi allontanare, se prima non si fosse la Camera uniformata al messaggio ricevuto? L’indomani si trovò nella Camera il verbale, e con atto rivoluzionario fummo obbligati i presenti a munirlo della firma, Per quelli ch’eravamo lontani, ancorchè non fossimo intervenuti alla seduta, fummo al domicilio forzati per firmare la deliberasione.

Di un atto consumato con tanta violenza non può darsene a noi la colpa.

Il delitto stà nella volontà; ove questa non concorre, e che la