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Documento I, volume I, cap. I.


Ritrattazione del Pari
e Deputati di Sicilia dopo la riconquista dell'Isola.


SACRA REAL MAESTA.


Sire,

Il frutto dei passati soonvolgimenti politici non è stato per tutta Sicilia che il furto e la intera depauperazione.

Ogni buon cittadino, tutt'uomo onesto (sic) che per principii e per dovere era rispettoso alla vostra Sacra Persona od ubbidiente alle vostre leggi, era obbligato dalla forza ad agire contro il proprio pensiero.

Una lunga serie di fatti pubblici, ohe nel corso di sedici mesi di perfetta anarchia giornalmente si osservavano, fanno chiaramente vedere che l'uomo onesto, l'uomo devoto alla vostra Dinastia, era assalito nel suo tetto, spogliato interamente, ed alle volto impunemente trucidato, e quindi gli era forza di tacere, ed obbligato dalla forza a manifestare la sua adesione contro la propria opinione.

La formola rivoluzionaria del Comitato misto, ove le Camere non erano d'accordo, proponderava sempre a favore dei Comuni; dap- poichè quantunque dello stesso numero i componenti delle due Camere, vi era addipiù (sic) il Presidente dei Comuni con voto, che faceva parte e presiedeva nello stesso Comitato misto; come in fatti tutte le volte che la Camera dei Pari rigettava il messaggio, nella parità dei voti del Comitato misto, il Presidente dei Comuni decideva la questione, per cui la contraria opinione dei Pari era sempre rifiutata.