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maggior imbestiamento morale non poteva non produrre i suoi frutti gloriosi! A Padula e a Sanza il macello fu maggiore...


Il Regno contava cinque ordini cavallereschi. Avrebbe dovuto tenere il primo posto l’Ordine di San Gennaro, istituito da Carlo III nel 1738, ma, fin dall’aprile del 1800, tornato Ferdinando I dal primo esilio, fondò l’Ordine di San Ferdinando del Merito, che divenne l’onorificenza tenuta in maggior pregio e che più raramente si concedesse. Gli altri tre Ordini erano: il Costantiniano, antichissimo e quelli di San Giorgio della Riunione e di Francesco I, istituiti dopo la seconda restaurazione, quando si volle cancellare ogni traccia di quel decennio francese, il quale, se fosse durato, avrebbe fatta la fortuna del Regno. All’unico Ordine delle Due Sicilie, istituito da Murat, se ne vollero sostituire due: uno per il merito militare e fu quello di San Giorgo, l’altro per i meriti civili e fu quello di Francesco I. Gli ordini cavallereschi dipendevano dalla presidenza del Consiglio dei ministri, che inviava ai nuovi cavalieri i diplomi, le cedole e i rescritti, e aveva pure un deposito di decorazioni. Il cortese don Gaetano Piccioli, uffiziale di ripartimento, era addetto a questo servizio. Per mezzo della presidenza si concedevano gli exequatur per l’uso delle decorazioni straniere, si otteneva il conferimento, l’affitto e l’amministrazione delle commende Costantiniane e le pensioni nell’ordine di San .Giorgio. Però la nomina cavalleresca dipendeva solo dal Re; l’ufficio del presidente del Consiglio ai limitava a proporre, e non in tutti i casi, i nomi de’ meritevoli. E il re non era punto largo nelle nomine, anzi vi fu sempre da parte sua tanta parsimonia nel conferirle, quanta è ridicola, per non dir peggio, la prodigalità di oggi. Non si poteva aspirare nella gerarchia burocratica ad una croce di cavaliere, se non s’era pervenuti almeno al posto di ufficiale di ripartimento o di intendente; raro il caso che si decorasse un sottintendente. Oggi non vi è capodivisione o prefetto, che non sia due volte commendatore, e vi ha funzionarii, anche minuscoli, il cui petto sembra trasformato in una vetrina di chincagliere, nei balli di Corte e nei ricevimenti ufficiali.

Ferdinando II teneva in gran pregio i suoi Ordini, e nel conferirli badava anche a certe apparenze esteriori. Gli fu proposto di concedere la croce di San Gennaro al marchese Ono-