Pagina:La favorita del Mahdi.djvu/227


225

La faccia dell’almea diventò ancor più cupa.

— Che fece egli quando io scomparii? chiese ella.

— Ti cercò per una settimana intera mandando guerrieri in tutte le borgate del Kordofan. Ti amava alla follia, e quando ritornarono senza che sapessero dire ciò che era accaduto di te lo vidi piangere come un bambino, lui, Mohamed Ahmed, l’inviato di Dio!

— Povero Ahmed, mormorò Fathma con un rauco sospiro. Fu il destino che mi spinse ad abbandonarlo.

— Ma che ti aveva fatto?

— Nulla.

— E allora?

— Non parliamo di ciò. Dimmi, mi si crede morta?

— No, Ahmed ha saputo che tu sei viva.

L’almea trasalì.

— Chi glielo disse?

— L’ignoro, ma bada a me, Fathma, non farti più mai vedere in El-Obeid. L’amore di Mohamed Ahmed si è cangiato in terribile odio.

— Mi guarderò da lui; d’altronde sarà difficile che mi si veda nella capitale del Kordofan.

— Dove vai adunque che scendi al sud?

— A unirmi all’armata egiziana.

— Tu!… tu cogli egiziani!… esclamò lo scièk con dolorosa sorpresa. Vedremo adunque noi la favorita del nostro signore, militare nelle file nemiche e volger il ferro contro i suoi antichi sudditi?

— No, non volgerò mai le mie armi contro gl’insorti, a meno che non mi costringano loro. Appena avrò raggiunto l’uomo che cerco e che avrò compiuta una vendetta che da due mesi aspetto, ritornerò per sempre al nord.

— Ah! tu hai delle vendette da compiere?

— Sono araba.

— Ma sai almeno dove puoi trovare Hicks pascià?

— No, ma lo troverò dovessi percorrere cento volte il Kordofan. Ah! se io potessi saperlo!…

— Lo vuoi proprio?


La Favorita del Mahdi. 15