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non si fermano, e allontanano gl’ippopotami che potrebbero ucciderli. Hanno anche premura che il cigolìo continui sempre poichè credono che se cessasse, cesserebbe pure la vita del proprietario.

La presenza di quelle zacchie che continuavano a girare cominciava a rianimare i barcaiuoli, i quali supponevano che il grido udito fosse stato mandato da uno dei guardiani. Omar già stava per chiamare uno di quegli uomini per chiedere che significasse quel segnale, quando un urlo prolungato, straziante, ruppe il silenzio che regnava sul fiume. Qualche cosa di grande e di nero cadde nell’acqua sollevandola a grande altezza. Quasi subito si videro i coccodrilli nuotare in furia verso la riva sinistra e li udirono chiudere le grandi mascelle con un rumore analogo a quello che fa un cassone chiudendosi.

— Oh! fe’ Omar che cadeva di sorpresa in sorpresa. Che diavolo succede?

Un altro grido scoppiò poco dopo seguito da un altro tonfo. Altri coccodrilli che sonnecchiavano sui banchi di sabbia, si slanciarono in acqua nuotando verso le zacchie. Tutti i barcaiuoli, ansiosi e un po’ sgomentati, si precipitarono a tribordo coi fucili in mano, cercando di indovinare ciò che succedeva sulla riva sinistra.

— Che succede? chiese una voce calma dietro a Omar.

— Ah! sei tu padrona? disse lo schiavo riconoscendo Fathma.

— Sì, che significano queste grida e questi tonfi?

Omar in poche parole la mise al corrente dell’accaduto, esponendo i suoi timori sulla probabile vicinanza degli insorti.

— Credi tu che queste grida provengano dai guardiani delle zacchie? domandò l’almea quando egli ebbe finito.

— Sì e temo che quei corpi gettati nel fiume e che i coccodrilli stanno disputandosi, non siano altro che quelli dei poveri diavoli assassinati.

— Allora corriamo un serio pericolo.