Pagina:La favorita del Mahdi.djvu/172

170

mettersi nella sua posizione verticale. I due barcaiuoli si strinsero vicendevolmente fra le braccia.

— Spero che tu non ci sfuggirai per tornartene da quel birbante di Notis, disse Omar. Cosa eri andato a fare da lui?

— Tu eri andato da Notis? chiese Daùd sorpreso. Che affari avevi con lui?

Il barcaiuolo li mise subito al corrente delle cose narrando a loro come avesse veduto e parlato con Elenka a Gez-Hagiba e come si fosse messo agli ordini di Notis. Narrò inoltre come il greco avesse intenzione di abbandonare Quetêna fra due o tre giorni in compagnia di Fathma.

— Ah! la è così, disse Omar, grattandosi l’orecchio. Se il maledetto sospetta la mia presenza starà in guardia e sarà difficile liberare la povera almea.

— Cercheremo di eludere la sua sorveglianza, rispose Daùd.

— Ma in qual modo?

— Ibrahim ci aiuterà.

— Io! esclamò il vecchio con sorpresa.

— Ibrahim, disse gravemente Daùd, Narrami che cosa successe l’anno scorso quando c’incontrammo a Machadat-Abu-Zat.

— Io era caduto in acqua, me lo ricordo bene, e aveva un coccodrillo dinanzi che cercava di afferrarmi a mezzo corpo per tagliarmi in due. Ero perduto se tu non venivi in mio aiuto uccidendo con un colpo di scure il mostro.

— Si vede che hai buona memoria. Quando ti trasportai a riva, ti ricordi cosa mi dicesti?

— Sì, ti dissi che se un giorno tu avessi bisogno di un uomo pronto a dare tutto il suo sangue, pensassi a me.

— Questo giorno è venuto, Ibrahim. Io ho bisogno di un uomo per salvare una donna, e io ricorro a te. Mi aiuterai a liberare Fathma?

— Ma è cosa difficilissima, impossibile anzi.

— Se vi saranno degli ostacoli noi li spezzeremo. Dimmi ora, hai libero accesso nella casa dove trovasi Fathma?