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vera povertà al mondo, diceva al mendicante che l’implorava: se non sai di che mangiare, mangia pane e cacio.

Sì, i legislatori prenderanno poi finalmente sul serio questo problema, che racchiude il segreto di tante miserie e di tanti dolori! Lo scetticismo può riderne, il pregiudizio può allarmarsene, l’egoismo può trascurarlo, ma un corpo legislativo, nella savia provvidenza del quale riposano fiduciosi gl’interessi di tutte le classi, non può declinarne lo studio e lo scioglimento senza tradire il proprio mandato.

Affinchè però non ci si accagioni di porre sul tappeto teoremi di non possibile attuazione e di agitare tesi insolubili, non intendendo di recare in massima nessuna limitazione al diritto ingenito di ciascun individuo al libero impiego della sua attività, e senza in nulla pregiudicare all’avvenire, ci sia permesso di portare la questione sul terreno pratico.

Quante gestioni non v’hanno nei diversi ministeri, alle quali può la donna sobbarcarsi senza urtare di troppo le consuetudini del paese, senza discostarsi d’assai dai principii ai quali s’informa il progetto?

Perchè non potrà l’Italia aprire alla donna gli uffici postali e telegrafici come già fa l’Inghilterra?

Perchè non potrà l’Italia chiamare la donna all’esercizio delle professioni indipendenti, e specialmente della medicina, che risponde così bene