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un termometro, il grado di irregolarità famigliare, ossia della difficoltà nel còmpito educativo.

È evidente, infatti, che quando l’autorità giudiziaria deve intervenire, o per ricondurre alla casa paterna un minorenne che se ne è allontanato, o per allontanarne il minorenne di cui il padre non riesce a frenare i traviamenti, o per collocarlo in un istituto di educazione o di correzione, segno è non solo — e forse non tanto — che il minorenne è sulla via di diventar delinquente; ma anche — e forse soprattutto — che nella famiglia vi è qualche cosa di irregolare, di guasto, la molla dell’educazione che non funziona.

Che tale sia la verità lo provano alcune osservazioni che andrò spigolando dalle Relazioni dei Primi Presidenti di Corti d’appello e dei Presidenti di Tribunale, e che appunto perchè provengono da persone che hanno studiato sul vivo il fenomeno, sono di particolare interesse e di non dubbio valore1.

Il Presidente del Tribunale d’Alessandria, per esempio, osserva «che le cause per cui vennero emessi i provvedimenti pel ricovero dei minorenni, il più delle volte, anzichè dal-

  1. (1) Vedasi la relazione del comm. Tami (Annali di statistica 1904)