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Qui, per non invadere un campo altrui, e per non ripetere ciò che è stato già detto, voglio soltanto accennare ad una recente iniziativa privata che fiorisce all’estero (Parigi, Ginevra, Bonn) con ottimi risultati, e che si sta trasportando anche in Italia (Roma, Firenze). Alludo alla creazione degli Asili materni, dove sono accolte dagli ultimi mesi di gravidanza in poi, le fanciulle incinte, promettendo loro assistenza ed aiuto, coll’obbligo che riconoscano il figlio.

Questi Asili materni tentano di rimediare all’ingiustizia e all’illogicità dei nostri costumi, i quali così mal proteggono la maternità quando non è legittima. Da un lato, infatti, togliendo alla fanciulla incinta le ansie morali e fisiche della gravidanza illegittima, e circondandola di un’atmosfera di tranquillità e di pace, questi Asili diminuiscono il numero degli aborti (naturali o procurati), e degli infanticidii, e provvedono a che il bambino nasca in condizioni più favorevoli, non solo di salute fisica ma di ambiente morale; — dall’altro lato, facendo obbligo alla madre di riconoscere il figlio, diminuiscono il numero degli esposti, dei figli di nessuno, e assicurando al bambino l’appoggio della madre, fanno — oltre che opera utile a lui — anche