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libro terzo 59

Arde, e i floridi tronchi, e le campagne
Rapidamente con furor discorre.
Ma poichè il picciol fusto or fatto è tronco,
205Onde non s’abbia a diseccar ned’altro
Infortunio lo assaglia, il suo governo
Io seguitando canterò. Già detto
S’è de’ lavori, unico mezzo ond’abbia
Forza e vita perenne, e contro al vario
210Delle opposte stagioni alterno giro
Meglio resista l’albero, e che indarno
Altri si adopra, e il frutto indarno attenda
Se del ferro il terren non sente offesa;
E de’ concimi s’è pur detto ancora
215Preparando la terra; or de’ concimi
Di che arricchir si debba ogn’anno, il tempo
E di spargerlo il modo, e l’opra insegno.
Primamente dirò come al difetto
Supplir tu possa degl’ingrassi, e come
220Non ostante la terra si fecondi.
Spesso o che alla speranza il lor valore
Molto prevaglia, o faticoso troppo
Su per l’erto di colli il cammin sia,
E il trapporto difficile, non torna
225Ugual la spesa, e la fatica al lucro;
D’altri mezzi giovarti è quindi forza.
Tu dunque più che il puoi leva d’intorno