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Le due prime tenute sarebbero regolate da disposizioni speciali risguardanti lo scopo, il genere di servizio o il grado d’istruzione. Quella a diporto dovrebb’essere in caschetto e senz’armi, salvo circostanze eccezionali; perchè lo svolgersi delle liberali istituzioni, come porta modificazioni all’organamento morale dell’esercito, così deve modificare il carattere morale della tenuta militare.


Armi.


Nelle armi la lancia è ottima; la sciabola pessima; il pistolone d’imbarazzo; la pistola antiquata.

La lancia, che si conserva tuttora come l’ereditammo dall’esercito Sardo, è l’unica arma perfetta che abbia la nostra cavalleria. Sopra di essa non v’è nulla a dire; nulla a modificare. Quel suo chiodo sottile e quadrangolare ne fa un’arma micidiale, terribile e di potente effetto morale, su quanti nimici abbia l’Italia che volessero farne saggio.

Ammirabile nella carica e nell’urto; ottima nel rincalzo; vantaggiosa nel combattimento isolato; quando sia ben maneggiata, è l’arma migliore e più perfetta che possa darsi alla cavalleria.

La sciabola ha forma non cattiva; ma è pesante, rotonda d’impugnatura, e non equilibrata. Il soverchio peso della lama, non proporzionato all’elsa, si trae dietro il braccio, e i colpi cadon giù di piatto.

Affinchè una sciabola sia buona, è d’uopo che il peso della guardia sia in proporzione colla lunghezza della lama, perchè da cotesto equilibrio ne dipende l’effetto; e che l’impugnatura sia piatta nei quattro lati, per impedire che si possa stringere così ermeticamente, come sarebbe se fosse ovale e rotonda, essendochè in una giusta proporzione di forza e di agilità risiede l’utilità della sciabola.

Se questi principii invariabili si fossero osservati da chi ne presentò il modello, l’erario non avrebbe oggi il danno di rin-