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tello. — Nel suo complesso, è una stravaganza da capo tamburo, adatta forse ai manciuri o ai calmucchi della santa Russia, ma non a noi, pel nostro clima, pel nostro tipo, pella taglia da cavalleggiere e per l’economia dello Stato; perchè all’importazione straniera, già tanto grave all’Italia, non ci mancavan più che le pelli degli orsi del settentrione, per coprire il capo con barbara foggia, ad un migliaio de’ suoi soldati.

L’elmo della cavalleria pesante, non fosse altro, è cosa nostra, e dà aspetto soldatesco e bello; ma troppo basso di coccia, nelle lunghe marcie al sole, il ferro soverchiamente s’infuoca, riscalda la testa, e si rende molesto a chi lo porta.

Il pastrano è troppo corto, perchè capi sarti e relatori fanno a chi più può a dare sconto maggiore alla cosiddetta massa di economia. — Non ripara abbastanza dall’acqua per la cattiva qualità del panno. Rotolato, riesce troppo voluminoso, sia che si tenga sulla sella, sia che si porti ad armacollo. Fu per questo che nella scorsa campagna vi si fecero scucir le maniche.

Le bandoliere, i budrieri e tutti gli altri cuoiami sono bianchi perchè meglio spicchino, ma facilmente si sporcano, e richiedono servitù continua. Si direbbe che la cavalleria in campagna non ha abbastanza occupazioni, per sopraccaricarla ancora della cura d’imbiancare i cuoiami. — Si dànno neri, agli uffiziali; perchè questa differenza di tenuta?.... Se sono buoni per essi, non sarebbero migliori pei cavalieri?... I soli Ussari gli hanno tutti in cuoio rosso detto bulgaro, che ha l’inconveniente d’esser contrario all’economia dello Stato, dovendosi provvedere all’estero; mentre il corame nero, che abbiamo in casa, favorirebbe l’industria nazionale, e non aggrava l’importazione.

La tasca sciabola, aggiunta alla tenuta degli Ussari e delle Guide, è una pretta imitazione magiara, talmente d’impaccio nel camminare, che per noi si direbbe non avere altro scopo, che di fare il gambetto nell’andare a piedi; perchè se un soldato a cavallo dovesse portare un piego, se lo metterebbe in