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la capanna dello zio tom


donna non gli indirizzò mai nè uno sguardo, nè una parola, quantunque gli fosse stata a fianco tutto quel giorno, nel cammino e nel campo.

Tom si mise subito al lavoro; ma, siccome la donna non era molto distante da lui, potea gettare, tratto tratto, una occhiata a ciò che essa faceva. Si accorse a primo sguardo, che aveva una prontezza di mano, un’attitudine per cui le riuscìa facile, più che ad altri, lo spedir la bisogna; la donna sapea spicciarsene con molta disinvoltura e con disdegnoso contegno, quasi avesse a vile il genere di lavoro cui era condannata e le umiliante circostanze cui si trovava ridotta.

Tom, nel corso della giornata, si vide a lavorar di conserva colla meticcia che era stata venduta nel suo stesso lotto. Quella povera donna soffrìa duramente; Tom la udì spesso a pregare, mentre tremava tutta e già stava per venir meno. Le si avvicinò senza far motto, e gittò nel paniere di lei alcune manate di cotone che egli avea raccolto.

— «Oh no, no! — disse la donna, guardandolo con sorpresa; — vi troverete poi in imbroglio per voi.»

In quel momento sopraggiunse Sambo, che parea avesse un’avversione personale contro quella donna; e facendo schioppettar la sua frusta, gridò con voce roca e gutturale:

— «Che sono queste tresche, Lucia?»

E intanto le diè un calcio col suo scarpone di cuoio di vacca, e un colpo di frusta traverso la faccia a Tom.

Tom, silenzioso, riprese il suo lavoro; ma la donna, ridotta agli estremi, svenne.

— «La sveglierò io — disse Sambo, con un crudele sogghigno — le darò io un cordiale più efficace dell’acqua canforata;» e traendosi uno spillone dalla manica dell’abito, glielo confisse tutto quanto nella carne. La donna gemette profondamente, e si levò per metà.

— «Lèvati su, bestiaccia, e lavora; altrimenti ti insegnerò io.»

Quell’infelice parve rianimarsi, per alcuni momenti, di una forza soprannaturale, e ricominciò il lavoro con alacrità disperata.

— «Badate bene a non rallentare — disse Sambo — altrimenti stassera vi tratterò in modo da farvi invocar la morte.»

— «Oh, sarebbe la benvenuta! — l’udì Tom ad esclamare; e di nuovo quell’infelice dicea fra sè e sè: — Oh, Signore, quando ciò avrà fine? Oh, Signore, perchè non mi aiutate?»

Tom si avanzò nuovamente, e, checchè potesse coglierne, riversò tutto il suo cotone nel paniere della donna.

— «Oh che fate mai? non sapete ciò che può incogliervene?» disse la donna.

— «Potrò sopportarlo — rispose Tom — meglio di voi;» e tornò subito a suo posto. Tutto ciò avvenne in men che il dico.