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la capanna dello zio tom


— «Perchè, mamma mia? l’agente disse che abbiamo amendue bel garbo e che saremo vendute insieme.»

Susanna si richiamò a memoria gli sguardi e le parole di quell’uomo; il cuore le si strinse nel ricordarsi come avesse notate le mani di Emmelina, sollevate le ciocche de’ suoi capelli e dichiarata la giovane articolo di prima qualità! Susanna era stata educata cristianamente, era avvezza a legger la Bibbia ogni giorno; e sentiva, quanto ogni altra madre cristiana avrebbe potuto sentire, tutto l’orrore di veder sua figliuola venduta ad una vita di ignominia; ma non avea più speranza — nè protezione.

— «Madre, credo che potremmo stare assai bene, se ci fosse dato di collocarci, tu come cuciniera, ed io come cameriera, o cucitrice nella famiglia stessa, lo spero bene. Facciam le allegre quanto è possibile; diciamo a tutti ciò che sappiam fare, e riusciremo» disse Emmelina.

— «Domattina — disse Susanna — sarà bene che ti sciolga le treccie dei capelli e te li annodi dietro il capo.»

— «Perchè, mamma? parmi di star bene così.»

— «Sì; ma sarai meglio venduta.»

— «Non comprendo il perchè!» riprese la figliuola.

— «Famiglie rispettabili saranno più disposte a comprarti, se ti veggono in aspetto modesto ed ingenuo, che se ti sforzassi di comparir bella. Conosco il mondo meglio di te» disse Susanna.

— «Farò come dici, mamma mia.»

— «E se domani, Emmelina, ci dovessimo separare per sempre — se io andassi venduta in una piantagione e tu in un’altra — ricordati in qual modo sei stata educata, ricordati quanto la signora ti solea dire. Prendi con te la tua Bibbia e il tuo libricciuolo d’inni; se tu sarai fedele al Signore, il Signore sarà fedele anche a te.»

Così parlava, colla morte in cuore, la povera madre; sapeva ben ella che al domani, un uomo qualunque, vile, brutale, inumano quanto vuolsi, purchè avesse danaro da pagarla, potrebbe divenir possessore di sua figliuola, di tutta la sua figliuola; ed allora come potrebbe ella mai restar fedele? Tutte queste cose rivolgea in animo nell’abbracciar sua figliuola, ed avrebbe voluto che fosse men bella, meno avvenente. Parea perfin le dolesse il ricordare come fosse stata educata castamente, religiosamente, più di quanto comportava la sua condizione. Ma non aveva altro conforto che di pregare; e quante preghiere di cotal fatta sono state innalzate a Dio da queste stesse carceri pulite, ben arredate — preghiere che Dio non ha certo dimenticate, come dimostrerà un giorno; perchè è scritto: «chi scandalizzerà uno di questi pusilli, meglio sarebbe per lui sospendersi al collo una pietra da mulino e precipitarsi in mare.»